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Shoah è una sola parola ma contiene un mondo di storie. Sono storie raccontate da quelle persone che sono sopravvissute all'orrore del nazismo e che non si sono mai piegate di fronte ai loro aguzzini. E' gente che invita a non dimenticare un tremendo errore compiuto dagli uomini e che vengono ricordati ogni anno il 27 Gennaio, per tramandare la loro storia alla posterità e per rinnovare il ricordo, affinché non si compiano mai più errori del genere. Il 27 Gennaio 2012 presso la Prefettura di Crotone si è svolta una conferenza sulla Giornata della Memoria, alla presenza di molti ragazzi delle varie scuole crotonesi e delle autorità, come il Presidente della Provincia di Crotone Stano Zurlo, che ha presieduto alla consegna delle medaglie d'Onore a due sopravvissuti alla furia nazista. Protagonisti del dibattito per tenere vivo il ricordo delle vittime del genocidio nazista erano due ex-prigionieri, due sopravvissuti a quell'orrore. Il primo a parlare è Antonio Salerno, reduce della prigionia presso il campo di concentramento Ferramonti di Tarsia. Egli racconta con grande cura per i dettagli un'esperienza che ha mutato sicuramente la sua vita. Un'esperienza che da una vita quotidiana tranquilla e produttiva lo ha catapultato di colpo in un mondo di crudeltà e di privazioni, concepito dalla mente umana per distruggere un intero popolo. Si tratta di una testimonianza molto forte e allo stesso tempo preziosa per capire in che condizioni vivevano coloro che hanno subito la follia nazista. Le sue sono parole agghiaccianti e molto forti: il duro lavoro dei prigionieri, la crudeltà delle guardie naziste e soprattutto la totale alienazione dell'essere umano. E' questo ciò che colpisce della testimonianza di questo sopravvissuto, uno dei pochi reduci di quel mondo di privazioni e di crudeltà, compresa la privazione della dignità. Il separare i bambini dalle loro famiglie, i mariti dalle mogli, le donne dagli uomini, porta a evincere una terribile testimonianza, ossia la freddezza con cui alcuni uomini distruggevano in modo subdolo e crudele loro simili, semplicemente per pregiudizi razziali e ideologici.

La seconda testimonianza è di un reduce molto più anziano del primo, Vincenzo Antonio Le Rose, fatto prigioniero a Creta durante la Campagna d'Albania e di Grecia ed internato per diciotto anni nel campo di concentramento di Hannover, in Germania. Il signor Le Rose descrive in modo ancora più particolareggiato la sua esperienza da prigioniero, ritornando sempre allo stesso punto, ossia la totale mancanza di umanità in quegli ambienti di morte.

Attraverso le sue parole straziate dal pianto si può capire in che condizioni vivevano gli internati nei campi di sterminio nazisti. Nonostante le informazioni elementari date da quest'uomo, come la semplice alimentazione distribuita nei campi, vengono percepite immagini forti, di un mondo che non può essere conosciuto se non attraverso le parole di chi ha veramente provato sulla pelle i dolori, le tragedie, gli orrori di un epoca tra le più buie della storia umana. E talvolta queste semplici immagini, che vengono poste ai nostri occhi, risultano più forti rispetto a ogni altra. Questo perché nessuno conosce bene i particolari che avvenivano in quei campi. La sua testimonianza risulta pertanto molto più incisiva della prima, molto più significativa agli occhi di un uomo del nostro tempo.

Il sentire le parole di questi uomini ha portato alla mente di tutti un grande valore che è quello del ricordo e del non dimenticare una miriade di vittime, morte a seguito della follia dei loro carnefici. Le parole di queste due persone hanno risvegliato i fantasmi di un passato oscuro, che hanno subito la loro stessa sorte. Occorre non dimenticare queste atrocità, che devono servire da monito alle future generazioni, affinchè non compiano ancora medesime atrocità e maturino la consapevolezza che non è l'origine o la lingua che fa la differenza ma le scelte e i fatti che ogni uomo compie. E' utile dunque affermare ciò che è stato detto qualche anno fa in occasione della stessa ricorrenza: "Noi siamo vittime di un genocidio, testimoni di un errore che non dovrà mai più compiersi. Solo quando la pace regnerà incontrastata potrete dimenticarci".

Marco Diano, Teresa Chiodo, Elisabetta Comito

 

Categoria: News

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